Lettera a mio padre

Oggi è la festa del papà.

Ci tengo a condividere con voi una lettera scritta a mio padre ormai più di tre anni fa, ancora oggi attualissima. Sono parole di una giovane figlia che nella sua ingenuità cerca di far capire l’enorme sofferenza che prova nel vedere un padre bevitore distruggere la propria vita con le sue stesse mani.

Ai tempi pensavo ancora che le parole d’amore bastassero per sciogliere il cuore ed i problemi, anche davanti ad una malattia feroce come l’alcolismo.

Buona domenica

Dora

Caro papà,

ho deciso di scriverti perché come te non sono brava con le parole, perché non ho vergogna ad offendere ma ne ho tanta nell’esprimere quello che provo. Sono giorni che vorrei farlo, mesi, anni, e con la paura di andare avanti così tutta la vita, e che un giorno sarà troppo tardi, preferisco farlo ora, sperando che le mie parole arrivino dritte al cuore come se fossi lì accanto a te.

Hai presente quando non riesci a concentrarti per studiare? Quando sei fuori con gli amici a divertirti ma accusi un cospicuo senso di colpa? Quando una notte su due fai fatica ad addormentarti e lo fai solo dopo aver pianto una mezz’ora? Questo accade da parecchi anni a me. Non mi ricordo nemmeno come è iniziata questa mia preoccupazione per te, so solo che da quel giorno la mia vita è un inferno di speranze distrutte e di paure. Tu per me sei tutto, un padre, un amico, l’unica persona che mi ha sempre capita, sei colui da cui prendo ispirazione, il mio modello di uomo carismatico, buono e generoso. Sei colui che mi ha trasmesso l’amore grande per la musica, alla quale probabilmente sono così attaccata per sentirti sempre un po’ vicino. Tu mi hai insegnato ad accettare il prossimo, ad essere ben disposta verso gli altri, a sognare, ad amare tutte le arti. Questo grande uomo che descrivo lo ritrovo solo e smarrito fuori da un bar a bere del whisky nonostante il male che lo minaccia, e lo stesso, lo immagino tornare al freddo della notte con un taxi dopo ore di lavoro massacrante. Che fine indegna. Ogni volta è una pugnalata al cuore. Ogni bicchiere in più, ogni occhio spento, ogni segno di noncuranza per la tua persona per me è valso mille lacrime nascoste. Non ho mai voluto un padre modello, e i soldi non mi interessano. Tutto ciò che desidero è che tu stia bene perché la tua salute è la mia salute. Se succedesse qualcosa a te la mia vita sarebbe finita. Se mi chiedessero di poter esaudire un solo desiderio sarebbe la tua felicità, perché va in parallelo con la mia.

A maggio scorso, anche se con te fingevo di non sapere nulla, ero in contatto con i tuoi fratelli per cercare una soluzione a ciò che ti stava succedendo. Un contatto che cercai io per prima con zia anni prima, quando capii che c’era qualcosa che non andava. Sono state le giornate più brutte della mia vita, nelle quali mi sforzavo comunque di svolgere al meglio il mio lavoro di baby-sitter portando le gemelline al parco, nascondendo gli occhi gonfi sotto gli occhiali. Pensavo che il peggio fosse passato e che avessi capito la gravità della situazione, invece ti ritrovo a distanza di quasi un anno con un improvviso sanguinamento dal naso, dolori continui, bicchieri di troppo nascosti e tremori allucinanti. Mercoledì scorso dopo averti visto così siamo stati tutti male. Nessuno ha cenato quella sera, e mio fratello per la prima volta era preoccupato e continuava a ripetermi che tremavi, tremavi tanto. Non puoi ridurti così perché hai noi, e non ti vogliamo ricco, non ti vogliamo sfavillante, ma solo accanto per ancora molto tempo. Papà devi farti curare. Penso che la nostra serenità valga più di un maledetto bicchiere di Jameson. Sono pronta a starti vicina e a seguirti per tutto il tempo necessario se lo vorrai. Non preoccuparti per il futuro perché non sei solo, hai sempre dato una mano a tutti quando potevi e noi saremo uniti per sostenerti quando un giorno ci sarà bisogno. Spero ragionerai, hai due figli che hanno bisogno di te e che ti amano e dei fratelli disposti a tutto per te.

Ti voglio tanto bene! 

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