La mia esperienza con l’EMDR per combattere gli attacchi di panico

Oggi voglio parlarvi dell’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), tecnica che per una serie di sedute abbiamo utilizzato con la mia psicologa, professionista regolarmente iscritta all’albo europeo dei terapisti abilitati a praticarla e pertanto in grado di eseguire questo metodo con competenza e preparazione.

Per spiegarvi al meglio in cosa consiste l’EMDR vi cito le parole dell’associazione stessa, dopodiché vi racconterò le mie impressioni personali:

L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 20 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.

La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni. Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR.

La prima seduta di EMDR, si è sviluppata attraverso la cosiddetta ricerca del “posto al sicuro”. La terapeuta, intervallando il colloquio con movimenti oculari che stimolava attraverso il movimento verso destra e verso sinistra delle proprie dita, mi invitava ad individuare un luogo, reale o non, nel quale mi sentissi a mio agio e libera da ogni paura. Mano a mano che la stimolazione alternata andava avanti prendevo sempre più coscienza del posto che avevo scelto, sentendomi interiormente calma e serena.

Prima esperienza abbastanza positiva, anche se lì per lì non ho notato enormi cambiamenti. Ci siamo lasciate con un esercizio da attuare finché non ci saremo rincontrate per la seconda seduta: nel momento di attacco di panico, sul bus o tra la folla, ricorrere alla calma e tranquillità che ero riuscita a raggiungere attraverso il mio posto al sicuro.

La seconda seduta e tutte quelle a venire (per un totale di circa 5-6 sedute), sono state quelle dalle quali ho tratto maggiori benefici. L’esercizio consisteva nel visualizzare e ricordare eventi che consideravo traumatici nella mia vita, il tutto accompagnato dai movimenti oculari alternati.

Lo ammetto, ero letteralmente terrorizzata dal dover rivivere il mio primo attacco di panico, evento traumatico per eccellenza, ma d’altra parte sentivo che se non avessi affrontato quel dolore, quel senso di vuoto e disperazione profonda, l’intera terapia sarebbe stata inutile.

E così ho preso coraggio, ho guardato indietro a circa nove anni fa ed ho iniziato a raccontare. I ricordi sono affiorati vivissimi e contornati da una cupa luce buia e soffusa:   io che esco di casa come un normale sabato sera, mia madre iperprotettiva ed ansiosa che mi raccomanda di stare attenta, ” le discoteche sono luoghi pericolosi, metti che scoppia un incendio con tutta quella gente rimani intrappolata e fai la fine del topo in gabbia”, l’entrata nel locale ancora semivuoto, un cocktail per accompagnare il pre-serata, la musica elettronica che scorre, le persone che iniziano ad affluire, io che ballo e ad un certo punto l’ansia, il senso di colpa, dove mi trovo?cosa sto facendo? Rumori e voci assordanti che si fondono, non ho più il controllo del mio corpo, cosa mi sta succedendo? Tutto mi gira attorno come una giostra lenta e mortale.Sento riecheggiare le parole di mia madre “le discoteche sono luoghi pericolosi” ed il senso di colpa mi assale ancora di più, sono lontana da casa e lei aveva ragione, sono sola, nessuno può capire cosa sto provando. Trascino fuori la mia amica con le poche energie che mi rimangono e cerco di spiegarle cosa mi è successo, lei naturalmente incredula cerca aiuto e mi porta a casa di un conoscente poco lontano dal locale in cui ci trovavamo. Vengo accudita, tranquillizzata e messa a dormire, ma il giorno dopo, appena aperti gli occhi, sentivo profondamente che qualcosa dentro di me era cambiato per sempre.

Riesumare questo bagaglio di emozioni durante la seduta è stato molto pesante, ma da quel momento è come se tutto ciò che vi ho appena raccontato avesse perso valore e potenza negativa nelle mia vita.

Sono sincera, ero molto scettica sul reale funzionamento dell’EMDR, ma devo dire che da quando mi sono trovata a praticarlo i miei attacchi di panico sono molto più circoscritti ed hanno perso forza distruttiva.

Detto questo straconsiglio, naturalmente in abbinamento ad un’ottima psicoterapia e tanta, tanta positività e voglia di trasformare questo mostro invalidante in un bellissimo fiore 🙂

With love,

Dora

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12 thoughts on “La mia esperienza con l’EMDR per combattere gli attacchi di panico

  1. Davvero interessante: avevo sentito parlare di questa terapia,ma non in maniera così chiara. Io sono una mamma e un’insegnate e quindi studio molto psicologia per cercare il più possibile di evitare gli errori più comuni che commettono i genitori e gli insegnanti ansiosi e iperprotettivi ( io sono una mamma chioccia, tanto per intenderci, e lo sono anche con tutti i miei animali). Cerco di evitare di trasferire i miei timori e le mie ansie, e se qualcuno sbaglia evito i vari “te l’avevo detto”.
    Quindi i tuoi attacchi di panico sono scaturiti da un senso di colpa?

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    1. Ciao cara, innanzitutto benvenuta 🙂
      Anche mia mamma, e mia nonna prima di lei, sono state delle mamme “chiocce” ansiose ed iperprotettive. Purtroppo ad entrambe è sempre mancata la sensibilità di approfondire questo loro modo di essere per cercare di non influenzare così totalmente la mia vita e quindi rispondendo alla tua domanda si, credo che parte della mia ansia generalizzata sia dovuta a questi loro atteggiamenti.
      Parlare di senso di colpa in relazione ad i miei attacchi di panico è corretto, sono sempre stata una ribelle contro un muro di ansia e quindi era già scritto nel destino che prima o poi ci avrei lasciato le penne 🙂

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      1. Se sei ancora in contatto con chi ti faceva l emdr prova a chiedergliele. Sono una figata! Invece che seguire il movimento delle dita o il taping sulle mani. Avviene mentre le ascolti. E sembra che la musica giri attorno al tuo cervello.

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